Recupero, coltivazione e utilizzo dei frutti antichi, autoctoni e locali dimenticati in un'ottica di salvaguardia e valorizzazione della biodiversità.

Offerta formativa

Rif. Proposta

5193919

Durata

28

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Gratuito

Descrizione

La Regione Emilia Romagna, nel 2008, ha emanato la legge LR 1/08 rivolta alla salvaguardia della varietà di specie vegetali e razze animali a rischio di estinzione. Da questa legge sono scaturite una serie di iniziative e progetti che hanno permesso di distribuire alberi di alcune varietà locali di particolare interesse agli agricoltori interessati. Queste varietà sono state incluse nel Repertorio previsto dalla legge che fra l’alto ha istituito anche la figura dell’agricoltore custode, cioè colui che conserva le varietà locali nella propria azienda e contribuisce perciò alla conservazione dell’agribodioviersità regionale.
Questo nuovo quadro normativo e le azioni derivate hanno contribuito a una più forte sensibilizzazione relativa alla perdita delle risorse genetiche che rappresenta la scomparsa di un immenso patrimonio di informazioni legate alle colture tradizionali e associate ai sapori e saperi locali
Le varietà antiche sono generalmente molto rustiche, quindi più resilienti e spesso più resistenti alle malattie in quanto erano coltivate quando ancora la chimica come mezzo principale per la difesa non era ancora noto e la buona rusticità delle piante era l’unico mezzo per difendersi da patogeni e parassiti. La loro coltivazione è fortemente auspicata nell’agricoltura biologica soprattutto quando sono coltivate insieme poiché l ampia biodiversità è uno dei mezzi più efficace per creare delle barriere naturali contro infezioni e infestazioni.
Sulla base di queste indicazione generali, diverse aziende agricole hanno realizzato e stanno realizzando frutteti, generalmente biologici, costituiti prevalentemente da queste vecchie varietà ciascuno con quelle più tipiche della propria zona.
Queste aziende sentono quindi l’esigenza di essere supportate in questa fase fornendo loro indicazioni più approfondite su come devono essere allevate le piante per ottenere la forma più consona, quali portinnesti scegliere per controllarne la vigoria e per permettere un agevole raccolta da terra senza l’uso di scale o di carri raccolta, come scegliere il momento giusto per la raccolta, come conservarle e trasformarle. Generalmente questi frutteti, ricchi di biodiversità, cioè con ampia gamma di genotipi, sono stati realizzati per avere un calendario di raccolta molto esteso che parte da maggio per arrivare a fine ottobre in modo tale che chi fa vendita diretta, o porta i propri prodotti nei mercatini locali, o gestisce agriturismi, possa vere un prodotto disponibile per buona parte dell’anno. Aggiungendo quindi buone indicazione anche su quali di questi frutti si conservano meglio, più a lungo, e le modalità di conservazione in frigo e in fruttaio, i produttori potrebbero essere potenzialmente in grado di avere un certo quantitativo di frutta destinato alla vendita per tutto l’anno. E necessario anche fornirgli informazioni di come mantenere costantemente produttivo il frutteto attraverso, accurata impollinazione e tagli di potatura adeguati nel periodo invernale ed estivo, come identificare i parassiti più temibili, in quale momento e su quali varietà occorre intervenire, come monitorare gli antagonisti e favorirne la loro riproduzione.
I frutti antichi e dimenticati colpiscono soprattutto per il loro profumo e aroma, oggi quasi scomparsi nelle nuove varietà. E’ necessario quindi spiegare come valorizzare questi aspetti nella fase di raccolta e di vendita. Il percorso proposto ha una durata di 28 ore finalizzate alla riscoperta di diverse varietà frutticole e alla messa a confrontanche di varietà che, non presenti nel nostro territorio possono rappresentare per il partecipante fonte di spunto e di confronto su ciò che ancora è possibile fare.

Contenuti

Modulo 1: lezione in aula Ore 13

scelta della forma di allevamento, habitus degli alberi, potatura per anticipare il più possibile l’entrata in produzione. Potatura invernale ed estiva.  Gestione del suolo, inerbimento spontaneo totale o parziale, semina di miscugli, specie adatti per l’inerbimento sulla file. Sovesci e nutrizione.  Portinnesti principali, adattabilità ai vari tipi di suolo e ai vari regimi idrici con o senza irrigazione, vigoria indotta sul nesto e potatura. Cenni di fisiologia della potatura di produzione, curve di crescita, tipologie di fruttificazione. Principali patogeni e parassiti e metodi di difesa in bio. Pratiche post raccolta e destinazione del prodotto fresco e trasformato ai fini della commercializzazione e al fine di salvaguardare e promuovere i prodotti del nostro territorio.

Modulo 2: esercitazioni ed osservazioni in campo Ore 14

esercitazioni e osservazioni in campo delle diverse forme di allevamento: vasetto ritardato, spalliera /palmette,  biasse/candelabro, fusetto. Potatura di allevamento e di produzione nelle singole specie   varietà e diversi tipi di portinnesti. Potatura e metodi per evitare l alternanza di produzione e limitare il diradamento dei frutti.

Modulo 3: test finale Ore 1

somminstrazione test finale e questionario di gradimento

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