Disponibile
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Gli argomenti della presente proposta formativa sono in linea con gli obiettivi strategici della PAC quali – 1. Contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici e 2. Gestione efficiente delle risorse naturali – per la seguente motivazione:
L’Unione Europea sta da tempo operando (attraverso la PAC) per orientare il suo sistema agroalimentare verso il raggiungimento di una condizione di sostenibilità. Questo percorso non può prescindere dalla riduzione dell’immissione di prodotti inquinanti nell’ambiente e del consumo di risorse, a maggior ragione in un contesto delicato, in cui il cambiamento climatico mette in luce l’esigenza, sempre più urgente, di riorganizzare l’attività delle Imprese vitivinicole.
È importante sottolineare che le normative europee negli ultimi anni stanno diventando sempre più restrittive in fatto di utilizzo di presidi fitosanitari. Inoltre, le attuali condizioni di estati siccitose hanno consolidato la necessità di destinare alla viticoltura una quota crescente dell’acqua irrigua disponibile, in modo da salvaguardare ed evitare la perdita della produzione. Non va, infine, trascurato l’impiego cospicuo di macchinari che la coltivazione di un vigneto impone. Infatti, sebbene la crescente meccanizzazione del settore viticolo comporti innumerevoli effetti positivi, provoca, al tempo stesso, una maggiore alterazione dell’ambiente ad opera dei viticoltori, soprattutto in termini di compattamento del suolo, di consumo di combustibili fossili e di emissioni di gas serra. In tale contesto, tra le strategie più efficaci per avvicinare la viticoltura a una condizione di sostenibilità e renderla competitiva, la più promettente, finora, sembrerebbe il miglioramento genetico.
Recentemente, l’UE ha dato il via libera all’inserimento dei vitigni resistenti alle malattie fungine (PIWI) nei vini a Denominazione di Origine. Tuttavia, per poter essere ammessi alla coltivazione sul territorio regionale, in virtù della normativa vigente, è necessario che questi vitigni resistenti (oltre ad essere iscritti al RNVV), siano adeguatamente valutati dal punto di vista agronomico ed enologico e ufficialmente iscritti nel “Registro regionale dei vitigni idonei alla coltivazione”. In Italia, la coltivazione di queste nuove varietà riguarda attualmente una superficie totale di circa 2.500 ettari e risulta autorizzata in Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Abruzzo, Marche e Emilia-Romagna (L’Emilia-Romagna, ad oggi, ha ammesso alla coltivazione 9 varietà resistenti).
L’utilizzo di queste varietà non si traduce solamente in una minore immissione di inquinanti nell’ambiente, ma anche in una minore esposizione del viticoltore ai principi attivi, spesso nocivi, utilizzati per la difesa. Inoltre, ne consegue un minore impiego delle macchine trattrici ed irroratrici in vigneto, con conseguente riduzione dell’effetto di compattamento del terreno, a beneficio della capacità del suolo di immagazzinare più efficacemente l’acqua.
La coltivazione di PIWI associata a tecniche agronomiche sostenibili, come l’inerbimento del sottofila, riduce ulteriormente il rilascio di sostanze inquinanti e dei passaggi di macchine nel vigneto. Inoltre, visto che uno degli obbiettivi più importanti della moderna viticoltura è il miglioramento dell’efficienza della distribuzione dei prodotti fitosanitari (nei vigneti PIWI i trattamenti risultano già ridotti dell’80%), l’utilizzo di irroratrici a recupero di prodotto permette di distribuire i fitofarmaci in modo più preciso e sicuro, con benefici per l’ambiente e la salute.
In questo contesto ricco di sfide per la viticoltura, il corso mira a fornire ai partecipanti la conoscenza e le valutazioni delle migliori varietà PIWI, resistenti ai patogeni e agli stress abiotici, coltivabili in E-R nonché le più adatte tecniche di gestione agronomiche ed enologiche finalizzate alla loro migliore espressione in un contesto di vitivinicoltura altamente sostenibile e resiliente ai cambiamenti climatici. In particolare, verranno illustrate specifiche tecniche di lavorazione delle uve e di trasformazione enologica in grado di esprimere il potenziale delle varietà resistenti, valorizzare i prodotti da esse ottenuti e renderli competitivi sul mercato.
| Modulo 1: Introduzione ai vitigni resistenti | ORE 4 |
Obiettivo: trasmettere ai partecipanti l’importanza della coltivazione delle varietà PIWI per una viticoltura altamente competitiva e sostenibile.
Contenuti:
– Storia e diffusione dei vitigni resistenti internazionali (PIWI)
– Vantaggi della coltivazione di vitigni resistenti internazionali (PIWI)
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ORE 4 |
Obiettivo: trasmettere ai partecipanti la validità della sinergia tra l’adozione delle varietà resistenti e le tecniche agronomiche e di difesa altamente sostenibili.
Contenuti:
– La gestione del suolo in modo innovativo e sostenibile (cover crops)
– Applicare tecniche di difesa altamente sostenibili (macchine a recupero di prodotto
| Tecniche di lavorazione delle uve e protocolli di trasformazione enologica applicati a nuove varietà resistenti | ORE 4 |
Obiettivo: Trasferire ai soggetti interessati tecniche per la valorizzazione di vini ottenuti da varietà resistenti.
Contenuti:
– I numeri dei vini PIWI;
– Tecniche innovative per la lavorazione delle uve di varietà resistenti;
• Appassimento;
• La macerazione prefermentativa;
• L’azione degli enzimi pectolitici e il loro effetto sull’estrazione durante la macerazione;
– Tecniche di trasformazione enologica per la valorizzazione di uve da varietà resistenti:
• La vinificazione in riduzione e l’influenza sull’aroma dei vini;
• L’affinamento in legno;
• La produzione di spumanti metodo classico;
• La macerazione carbonica;
• La produzione di vini PET-NAT e la loro recente diffusione;
• La produzione di vini bianchi con interruzione della fermentazione alcolica;
• L’impiego di lieviti non-Saccharomyces durante la fermentazione alcolica.
test finale
| osservazioni in campo | ORE 4 |
Obiettivo: il modulo prevedrà la visita nel vigneto delle varietà internazionali resistenti alle principali avversità fungine della vite, dove vengono applicate strategie innovative altamente sostenibili atte a preservare l’acqua e il suolo.
Contenuti:
– Valutazione in campo di vitigni resistenti a confronto con vitigni tradizionali.