Il Piano GOI 5193594 si pone l’obiettivo di contribuire a fornire innovazione in campo agricolo mediante l’introduzione di tecniche per favorire la coltivazione di una pianta “innovativa”: il luppolo. Diverse azioni per la valutazione della biodiversità regionale, la coltivazione, lavorazione, trasformazione, conservazione. Il progetto raggiungerà questi scopi attraverso obiettivi specifici tra i quali: 1) Ottimizzazione della coltivazione del luppolo, mettendo in atto una sperimentazione su diverse tecniche colturali, soprattutto i sesti d’impianto e l’altezza della struttura di sostegno; 2) messa a punto di un piano di fertilizzazione per l’ottenimento di un luppolo di alta qualità; 3) caratterizzazione delle diverse cultivar in relazione agli aspetti vegeto-produttivi (vigoria e produttività); 4) caratterizzazione qualitativa del prodotto ottenuto (coni), anche in confronto con i prodotti commerciali, in modo da valutare l’effetto del terroir e, nello specifico, le caratteristiche che il suolo emiliano-romognolo conferisce al luppolo; 5) individuazione di indici di maturazione del cono di luppolo; 6) valutazione della biodiversità regionale; 7) individuazione della conservabilità migliore del luppolo post raccolta.8) Creazione di un prototipo di essiccatore professionale per la luppolicoltura regionale. 9) Notarizzazione dei processi di lavorazione attraverso il protocollo blockchain. 10) Divulgazione e promozione dei risultati attraverso social media marketing ed eventi mirati. L’Italia ha iniziato la coltivazione professionale di luppolo da un decennio, ma questo non è ancora sufficiente per rendere il settore competitivo. I nostri coltivatori non sono abituati a gestire una coltura che si sviluppa oltre i 5 metri di altezza e soprattutto non sono abituati a gestire una produzione che è costituita da coni le cui caratteristiche di maturazione non sono così evidenti. In una siffatta situazione diventa importante valutare la coltivazione in quei
paesi europei dove il luppolo non è più una novità. Altrettanto importante è osservare la coltura in un Paese più vicino all’Italia in termini di caratteristiche ambientali e climatiche: la Spagna. L’obiettivo del percorso è creare una consapevolezza concreta e stimolare il coinvolgimento attivo e costante nelle attività del Piano ProHops e nella futura gestione della coltura e quindi ci si propone di mostrare agli agricoltori, tecnici, imprenditori e altri attori della filiera i risultati della gestione di questa coltura in termini agronomici, organizzativi e gestionali. Per questa ragione si visiteranno alcuni siti in Galicia dove si andranno a visionare campi coltivati. L’azienda ospitante (Lutega company) illustrerà le modalità di coltivazione dal germogliamento fino alla raccolta e le macchine presenti in azienda. Altri siti saranno visitati in Lalin Pontevedra, dove sarà
possibile visitare i territori dove sono coltivate le materie prime per la birra (orzo e luppolo) e valutarne l’organizzazione. Inoltre sarà possibile visitare un birrificio artigianale che utilizza materie prime locali nella sua produzione.
Attraverso lo scambio di conoscenze tra tutti i partecipanti sarà possibile analizzare e identificare e i problemi tecnici ed operativi e comprenderne la soluzione, sviluppando così competenze strategiche per il proprio lavoro. Per arrivare a questo risultato, durante la permanenza all’estero si effettueranno visite ai luoghi in cui sono stati realizzati i diversi tipi di interventi e si svolgeranno attività pratiche per documentare i risultati raggiunti. Inoltre, cercando di fare analogie e parallelismi con l’Emilia Romagna, si discuterà di possibili modifiche agli interventi effettuati per adattarli alle coltivazioni italiane.